Fabio Nocentini

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Radiestesia

 

 

Il termine proviene dall’unione del latino radius, “raggio”, con il greco áisthesis, “sensibilità”, dunque significa “sensibilità ai raggi, alle radiazioni”.

 

È una disciplina sensitiva attraverso la quale si entra in contatto con le radiazioni emesse dagli oggetti, dalle situazioni, dalle persone e dagli ambienti: tali percezioni vengono visualizzate per mezzo di un pendolino o di una bacchetta (esistono bacchette di vario tipo, tra cui il biotensor). Lo strumento radiestesico, con le sue oscillazioni, risponde alle domande del sensitivo. Analoga alla radiestesia è la rabdomanzia (dal greco rhábdos, “bacchetta”), nella quale lo strumento usato è un bastoncino di legno, o più propriamente un ramo di nocciolo o di salice a forma di “Y”: in quest’ultimo caso la tecnica è conosciuta soprattutto nelle campagne per scoprire sorgenti e corsi d’acqua sotterranei.

 

Tramite la radiestesia si possono scoprire molte cose: testare alimenti e rimedi, analizzare ambienti, persone e situazioni, individuare energie negative (come le geopatie), cercare oggetti nascosti o smarriti e così via. Si può ad esempio indagare un appartamento, un’area urbana o un terreno alla ricerca di varie informazioni.

 

Un altro campo di applicazione è dato dall’analisi dei chakra, in modo da comprendere il flusso delle energie personali.

 

 

 

 

Alla Mostra Internazionale dell'Artigianato 2010, Firenze, Fortezza da Basso

 

 

 

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Alcuni tipi di pendolino

 

 

 

 

Alcuni tipi di biotensor